cosa succede in iran
In Iran, da fine dicembre 2025 è in corso una nuova ondata di proteste di massa legate al crollo della valuta e a un forte malcontento contro il governo, e la risposta delle autorità è sempre più violenta, con decine di morti, arresti di massa e blackout di internet. Le manifestazioni, iniziate come proteste economiche, si sono trasformate in slogan apertamente contro la Repubblica islamica e, in alcune città, in richieste di cambio di regime e di ritorno della famiglia Pahlavi, mentre l’esercito e i pasdaran promettono di “difendere gli interessi nazionali” e reprimere i “rivoltosi”.
Quadro generale
- Le proteste sono esplose dopo il crollo improvviso della moneta nazionale a fine dicembre 2025 e si sono rapidamente estese ad almeno decine di città in tutto il paese.
- In molte manifestazioni non si parla più solo di inflazione o salari, ma di rifiuto dell’intero sistema politico e religioso alla guida dell’Iran.
Repressione e vittime
- Organizzazioni per i diritti umani riportano decine di manifestanti uccisi (in alcune stime oltre 50–70 morti) e centinaia, se non migliaia, di arresti, inclusi minorenni.
- Le autorità hanno imposto blackout quasi totali di internet e della telefonia mobile per nascondere la portata delle violenze e limitare la circolazione di video e testimonianze.
Posizione del governo iraniano
- La leadership inizialmente ha riconosciuto “legittime richieste economiche”, distinguendo tra cittadini in difficoltà e “sobillatori”.
- Negli ultimi giorni il linguaggio ufficiale si è irrigidito: molti manifestanti vengono ora etichettati come “rivoltosi”, “terroristi” o “agenti stranieri”, giustificando così l’uso di maggiore forza.
Ruolo di opposizione e diaspora
- Figure dell’opposizione in esilio, come Reza Pahlavi (figlio dell’ultimo scià), stanno incoraggiando proteste più organizzate, parlando persino di “prendere e mantenere i centri delle città”.
- Canali in lingua persiana all’estero e la diaspora iraniana amplificano video, slogan e appelli, creando una forte eco internazionale ma anche accuse del regime di “ingerenza straniera”.
Reazioni internazionali
- ONU e ONG per i diritti umani hanno condannato l’uso eccessivo della forza, i blackout informativi e le uccisioni di manifestanti, chiedendo a Teheran di fermare subito la repressione.
- Diversi paesi occidentali e l’Unione europea hanno criticato la gestione delle proteste e sollecitano il rispetto dei diritti fondamentali, mentre l’Iran accusa gli Stati Uniti e altri di alimentare i disordini.
Informazioni aggiornate a inizio gennaio 2026; la situazione è molto fluida e può cambiare rapidamente.
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