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da cosa deriva il termine supplì

Il termine “supplì” deriva dal francese surprise (“sorpresa”), italianizzato nel dialetto e poi stabilizzato nella forma attuale.

Origine del nome “supplì”

L’etimologia più accettata è questa:

  • In francese, in cucina, en surprise indicava crocchette o bocconcini con ripieno nascosto.
  • In italiano/romanesco la parola è stata adattata foneticamente: surprisesurprisasupprisasupprì → “supplì”.
  • Il riferimento è proprio alla “sorpresa” del ripieno filante (mozzarella o formaggio) che si scopre solo al morso.

Un esempio spesso raccontato è quello di un soldato francese ai tempi dell’occupazione napoleonica che, assaggiando la crocchetta di riso con formaggio, l’avrebbe chiamata “surprise”, da cui poi il nome storpiato in romano.

Un tocco romano: “supplì al telefono”

In seguito nasce l’espressione “supplì al telefono”:

  • Quando rompi il supplì in due, il filo di mozzarella ricorda il cavo dei vecchi telefoni.
  • Questo ha reso ancora più iconica l’idea di un cibo legato alla sorpresa del ripieno e al gioco visivo del filo di formaggio.

In sintesi: “supplì” viene da surprise francese, trasformata nel tempo dal parlato romano fino alla forma che usiamo oggi, sempre con l’idea di una piccola “sorpresa” nascosta dentro.

Informazioni raccolte da fonti gastronomiche e storiche online.