foibe cosa sono
Le foibe sono cavità naturali del terreno, tipiche delle zone carsiche di Istria, Trieste e del Friuli Venezia Giulia, che nel Novecento sono diventate anche il simbolo di una serie di violenze e uccisioni di massa legate alla Seconda guerra mondiale e al dopoguerra.
Cosa sono, in senso geografico
- Il termine foiba deriva dal latino fovea , cioè “fossa”.
- Sono inghiottitoi naturali: grandi pozzi verticali nella roccia, a forma di imbuto rovesciato, che possono scendere per decine di metri in profondità.
- Si trovano soprattutto nelle aree carsiche del Carso triestino e goriziano, in Istria, in Slovenia e in Croazia, dove il terreno è roccioso e ricco di cavità naturali.
In passato vennero usate anche come discariche naturali per materiali di scarto, proprio perché la loro conformazione rende difficile recuperare ciò che viene gettato all’interno.
Cosa significa “foibe” nella storia del Novecento
Nel linguaggio comune italiano, soprattutto dal dopoguerra in poi, “foibe” non indica più solo le cavità naturali, ma anche le uccisioni di civili e militari i cui corpi vennero gettati in queste voragini durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale.
- Durante la guerra e il dopoguerra, le foibe furono usate per far sparire i cadaveri di caduti in combattimento e di vittime di eccidi in un territorio dove era difficile scavare fosse comuni nel terreno roccioso.
- In particolare, il termine richiama le stragi dell’autunno 1943 in Istria e della primavera 1945 in Venezia Giulia, quando il movimento di liberazione jugoslavo e poi lo Stato jugoslavo eliminarono, tramite fucilazioni e gettando i corpi nelle cavità, persone considerate nemiche o pericolose.
- Tra le vittime ci furono italiani, ma anche sloveni, croati e altri abitanti della regione, spesso scelti per appartenenza a categorie considerate ostili (membri delle forze di sicurezza, collaborazionisti, esponenti politici, autonomisti, ecc.).
Un esempio spesso citato è la “foiba dei colombi” di Vines, in Istria, da cui nel 1943 furono recuperati 84 corpi, e il pozzo della miniera di Basovizza, presso Trieste, oggi monumento nazionale.
Dimensione simbolica e memoria pubblica
Oggi la parola “foibe” ha una forte valenza simbolica e politica:
- Rappresenta le violenze e gli eccidi avvenuti nel confine nord-orientale, insieme all’esodo forzato di molti italiani dall’Istria e dalla Dalmazia nel dopoguerra.
- Dal 2004 in Italia esiste il Giorno del Ricordo (10 febbraio), istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano‑dalmata, rendendo il termine ancora più presente nel dibattito pubblico.
Nei forum e nelle discussioni online, il tema è spesso molto teso: da un lato c’è chi insiste soprattutto sui crimini dei partigiani jugoslavi, dall’altro chi richiama anche le violenze del fascismo italiano nei Balcani e il contesto di occupazione e repressione, sottolineando come la memoria sia segnata da scontri politici e nazionali.
In breve
- Foibe (in senso fisico) : grandi voragini naturali nelle rocce carsiche, inghiottitoi profondi tipici del Carso e dell’Istria.
- Foibe (in senso storico) : stragi e uccisioni, soprattutto nel 1943 e 1945, con corpi di vittime gettati in queste cavità, divenute simbolo delle violenze di confine tra Italia e Jugoslavia nel Novecento.
Informazioni raccolte da fonti enciclopediche, siti istituzionali e discussioni storiche online.
Informazione tratta da contenuti disponibili pubblicamente in rete.