maramao perché sei morto
“Maramao perché sei morto” non è una notizia di cronaca ma una celebre canzone/filastrocca italiana nata alla fine degli anni ’30 e ancora oggi molto conosciuta, soprattutto per bambini e momenti goliardici.
Cos’è “Maramao perché sei morto”
- È un brano reso famoso dal Trio Lescano, gruppo vocale femminile attivo nell’Italia prebellica.
- Il testo è stato scritto nel 1939 da Mario Consiglio (musica) e Mario Panzeri (parole), ed è poi entrato anche nel repertorio delle canzoni per l’infanzia e delle filastrocche.
- Nel tempo è stato reinterpretato da vari artisti, tra cui Rita Pavone e gruppi vocali moderni come The Blue Dolls.
Significato del testo
In superficie, la canzone racconta la morte di un gatto di nome Maramao:
- Ha pane e vino, l’insalata nell’orto e una casa, quindi apparentemente non gli manca nulla.
- Le micine (o gattine) innamorate continuano a fare le fusa per lui, ma la porta è chiusa e lui “non ritorna più”.
- C’è la nonnina triste al focolare, l’ultimo gomitolo con cui il gatto giocava che “non si muove proprio più”, e un’atmosfera malinconica ma dolce.
Quindi, nel senso letterale, “Maramao perché sei morto” è un lamento affettuoso per un gatto morto, che viene ricordato come un animale amato e ben accudito ma comunque scomparso.
Lettura “simbolica” e origine storica
Oltre al lato da filastrocca, il brano ha avuto anche una lettura più simbolica:
- Alcune interpretazioni vedono in Maramao una figura che ironizza sulla morte dei potenti, cioè di chi aveva tutto (pane, vino, casa) ma alla fine non sfugge comunque alla morte.
- Proprio per questo tono di ironia sulla morte dei “grandi”, in certi periodi storici la canzone è stata considerata scomoda e talvolta censurata.
In altre tradizioni popolari, “Maramao” ricorda il gatto legato al Carnevale: in alcune versioni viene associato al “funerale del Carnevale”, come personificazione allegorica di qualcosa che finisce (le feste, l’abbondanza) e che si saluta con un misto di gioco e malinconia.
Uso come filastrocca e canzone per bambini
Oggi “Maramao perché sei morto” viene spesso:
- Cantata nelle scuole materne e primarie come canzone tradizionale italiana.
- Inserita in raccolte di filastrocche e canzoncine per l’infanzia, con varianti di testo ma sempre con il ritornello sul perché Maramao è morto nonostante non gli mancasse nulla.
- Riproposta anche in versioni moderne “lounge” o retrò, che la trasformano in un pezzo nostalgico dal sapore anni ’30.
Un esempio sintetico di come viene spesso spiegata ai bambini:
“Maramao è un gattino buono, che aveva tutto, ma è morto lo stesso: la canzone serve a ricordarlo con affetto, non per spaventare, ma per parlare con dolcezza della mancanza.”
Mini FAQ veloci
“È una canzone triste o allegra?”
- Il testo è malinconico, ma la melodia è semplice e orecchiabile, con un tono quasi giocoso; per questo viene vissuta come filastrocca più che come dramma.
“Parla davvero solo di un gatto?”
- Letteralmente sì; simbolicamente, per alcuni, è anche una riflessione ironica sul fatto che neppure chi ha tutto è al sicuro dalla morte, soprattutto se applicata a figure di potere.
Informazioni raccolte da canzoni tradizionali, siti di testi e spiegazioni di brani storici disponibili online.