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perché gli asiatici hanno gli occhi a mandorla

Gli “occhi a mandorla” non dipendono dalla forma del bulbo oculare, ma dalla plica epicantica, una piccola piega di pelle sulla palpebra superiore diffusa in molte popolazioni dell’Asia orientale e centrale, nata e mantenuta per motivi genetici ed evolutivi. Non è un tratto esclusivo “degli asiatici” e non riguarda tutti i popoli asiatici allo stesso modo.

Che cosa sono davvero gli “occhi a mandorla”

  • Il bulbo oculare è uguale negli esseri umani; a cambiare è la forma dell’apertura palpebrale, cioè la fessura tra le palpebre.
  • La caratteristica fondamentale è la plica epicantica: una piega cutanea che copre parzialmente l’angolo interno dell’occhio e fa apparire l’occhio più “stretto” o allungato.
  • Questa piega esiste anche in altri gruppi (alcune popolazioni indigene americane, parte dell’Europa nord‑orientale), quindi non è un “marchio esclusivo” asiatico.

Perché si è evoluta questa caratteristica

Le spiegazioni sono ipotesi evolutive basate su clima, ambiente e genetica, non su differenze di “valore” tra popolazioni.

  • Protezione da freddo e vento
    • In regioni come steppe mongole e Siberia, freddo intenso e venti forti avrebbero favorito tratti che proteggono occhi e seni paranasali.
* La plica epicantica, insieme a un leggero deposito di grasso attorno all’occhio, riduce esposizione al vento gelido e alla neve, limitando lacrimazione e irritazioni.
  • Luce intensa e neve / sole
    • In ambienti con forte riverbero (neve, steppe, altipiani ad alta quota), una fessura palpebrale più stretta riduce l’abbagliamento, come quando socchiudiamo gli occhi al sole.
* Ciò può aver offerto un vantaggio nel proteggere la retina da eccesso di luce e parte dei raggi UV.
  • Polvere, sabbia e detriti
    • Alcuni antropologi ipotizzano che la plica aiutasse anche a schermare l’occhio da sabbia e polvere in aree steppiche o semi‑desertiche, riducendo il rischio di infezioni.

Genetica e enorme varietà in Asia

  • La plica epicantica è un tratto ereditario complesso (probabilmente controllato da più geni) che si è diffuso in certi gruppi e meno in altri, per selezione naturale, migrazioni e “mescolanza” tra popolazioni.
  • Non tutti gli asiatici hanno occhi a mandorla evidenti: per esempio in Medio Oriente, India o Asia sud‑occidentale la plica è spesso assente o molto meno marcata.
  • Parlare genericamente di “asiatici” cancella una varietà enorme di tratti fisici, lingue, culture e storie evolutive diverse.

Linguaggio, stereotipi e rispetto

  • L’espressione “occhi a mandorla” nasce come descrizione visiva, ma è stata spesso usata in modo stereotipato o derisorio, specialmente in contesti occidentali.
  • Nel 2020‑oggi molte persone preferiscono descrizioni più neutrali (“occhi con plica epicantica”, “occhi tipici dell’Asia orientale”), soprattutto fuori dal contesto informale, per evitare generalizzazioni.

In sintesi : molti asiatici hanno “occhi a mandorla” perché, in alcune popolazioni dell’Asia orientale e centrale, si è diffusa nel tempo la plica epicantica, un tratto genetico legato ad adattamenti a freddo, vento e luce intensa, poi mantenuto e variato attraverso migrazioni e incroci tra gruppi diversi.

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