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perché mio marito mi urla contro

Se tuo marito ti urla contro, non è “normale” né colpa tua, ed è qualcosa che va preso sul serio, soprattutto se succede spesso o ti fa paura.

Possibili motivi (che NON sono giustificazioni)

Non posso sapere perché lo fa il tuo singolo marito, ma in molte storie simili emergono alcuni schemi comuni.

  • Stress e frustrazione: lavoro, soldi, figli, responsabilità possono accumularsi e lui scarica la tensione urlando perché non sa gestirla diversamente.
  • Modello imparato in famiglia: se è cresciuto in una casa dove tutti urlavano, può considerarlo “normale” e non rendersi conto di quanto faccia male.
  • Scarsa gestione delle emozioni: alcune persone non sanno esprimere rabbia, paura o vergogna in modo sano e passano direttamente alle urla.
  • Insicurezza o senso di fallimento: sentirsi poco apprezzato o “non abbastanza” può trasformarsi in aggressività verbale.
  • Problemi di salute mentale o dipendenze: ansia, depressione, PTSD, abuso di sostanze possono rendere più frequenti gli scoppi d’ira.
  • Controllo ed abuso: se usa le urla per intimidire, farti sentire in colpa, dominarti, si parla di violenza emotiva, non di “carattere forte”.

Queste spiegazioni aiutano a capire il contesto, ma non lo scusano: ognuno è responsabile di come tratta chi ama.

Quando diventa abuso emotivo

L’urlo occasionale in una discussione tesa è diverso da un modello ripetuto di paura, umiliazione e controllo.

Segnali preoccupanti:

  • Ti insulta, ti sminuisce, ti dà colpe assurde quando urla.
  • Ti fa sentire “pazza”, esagera, nega ciò che è successo (gaslighting).
  • Urla soprattutto quando siete soli, ma in pubblico mantiene la calma.
  • Ti fa paura, ti blocchi, pensi continuamente a come evitare che si arrabbi.
  • Minaccia, ti controlla, è geloso in modo eccessivo o ti punisce con il silenzio.

Se ti ritrovi in vari punti, non è “solo litigio di coppia”: è probabile che tu stia vivendo violenza psicologica.

Cosa puoi fare concretamente

Non sei tenuta a risolvere da sola il suo comportamento. Ma ci sono passi che puoi provare a fare per proteggerti.

1. Mettere dei limiti chiari

Scegli un momento tranquillo (non durante o subito dopo un’urla) e prova a dire con calma, in modo semplice:

“Quando mi urli contro mi sento spaventata e umiliata. Non è accettabile per me. Se alzi la voce, interromperò la conversazione e mi allontanerò.”

  • Poi applica il limite: se urla, smetti di giustificarti, esci dalla stanza (se è sicuro farlo).
  • Non serve convincerlo che “hai ragione”: il punto è proteggere te, non vincere la discussione.

2. Proteggere la tua sicurezza emotiva (e fisica)

  • Fai un “check sincerità”: ti senti al sicuro fisicamente con lui? Hai paura possa farti del male? Se sì, è prioritario pensare a un piano di sicurezza.
  • Confidati con qualcuno di fiducia: un’amica, un familiare, o un/una terapeuta, per non restare sola con il peso di quello che vivi.
  • Tieni nota degli episodi (data, cosa è successo, come ti sei sentita): può aiutarti a vedere il quadro con più chiarezza e, se mai servisse, a chiedere aiuto formale.

3. Chiedere aiuto professionale

  • Consulenza individuale per te: un/una psicoterapeuta può aiutarti a capire se è una dinamica tossica, lavorare sulla tua autostima e definire meglio i confini.
  • Terapia di coppia: può avere senso solo se lui riconosce il problema, è disposto a smettere di urlare e a mettersi in discussione.
  • Se lui nega tutto, ti dà la colpa, o peggiora quando provi a parlare, la priorità torna alla tua sicurezza, non alla “salvezza del matrimonio”.

4. Non colpevolizzarti

Molte persone che subiscono urla si chiedono: “Cosa ho fatto di sbagliato?”. Ma:

  • Nessun errore quotidiano giustifica urla continue, insulti, umiliazioni.
  • Anche se hai dei limiti (come tutti), la responsabilità di come lui gestisce la rabbia è sua, non tua.
  • Spesso chi urla scarica su di te frustrazioni che non c’entrano con te (lavoro, passato, insicurezze personali).

Un esempio: magari la discussione nasce da una cosa banale (una faccenda domestica), ma il livello di rabbia che lui mostra parla di altro, più profondo e non elaborato.

Se ti senti in pericolo

Se le urla si accompagnano a minacce, cose lanciate, porte sbattute con violenza, spinte o qualsiasi forma di violenza fisica, è importante considerare questo come un rischio serio.

  • Informati (anche in modo anonimo) sui servizi antiviolenza e sulle linee di aiuto del tuo paese: possono spiegarti opzioni, dirti i tuoi diritti e aiutarti a fare un piano.
  • Se temi per la tua incolumità, tieni pronte alcune cose: documenti, soldi, contatti di persone fidate, un posto dove poter andare se necessario.

Se ti va, puoi raccontarmi qualcosa in più:

  • Da quanto tempo ti urla contro?
  • Ti insulta o ti mette paura?
  • Dopo chiede scusa o fa finta di niente?

In base a questo posso aiutarti a mettere a fuoco meglio che tipo di situazione stai vivendo e quali passi potrebbero essere più adatti per te.