perdere la trebisonda da cosa deriva
L’espressione italiana “perdere la trebisonda” significa perdere il controllo, l’orientamento o la testa, quindi essere confusi, disorientati o sconvolti.
Origine geografica
- “Trebisonda” è l’italianizzazione di Trabzon, città portuale turca affacciata sul Mar Nero, anticamente importante scalo commerciale e punto di riferimento per la navigazione tra Europa e Medio Oriente.
- Il suo porto, visibile da lontano, funzionava come una sorta di “faro” naturale per le navi che cercavano la rotta verso la Colchide e l’Asia Minore.
Le spiegazioni principali
Le interpretazioni tradizionalmente citate sull’origine del modo di dire sono tre.
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* La città era un punto di riferimento visivo fondamentale: “perdere la Trebisonda” significava non vederla più all’orizzonte e quindi perdere l’orientamento in mare, con rischio di smarrirsi o naufragare.
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* Per i mercanti che investivano capitali per raggiungere Trebisonda e commerciare, “perdere la Trebisonda” poteva indicare perdere il guadagno o i beni legati a quel viaggio.
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* Dopo la resa di Trebisonda agli Ottomani nel 1461, considerata l’ultima roccaforte bizantina, la sua caduta segnò simbolicamente la fine di un mondo; “perderla” poteva evocare il crollo di un intero equilibrio politico.
Uso nella lingua di oggi
- Oggi l’espressione si usa soprattutto in senso figurato: “ho perso la trebisonda” equivale a “ho perso la bussola”, “ho perso la tramontana”, cioè non ci si raccapezza più o ci si lascia andare alla rabbia o al panico.
- È meno frequente nel parlato quotidiano contemporaneo, ma rimane ben presente in ambito letterario e colto, e viene ancora ricordata come curioso legame tra la lingua italiana e la storia di questa città sul Mar Nero.
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