tradizionalmente quando per un quotidiano si parla di terza pagina qual è l'argomento trattato
Tradizionalmente, la "terza pagina" di un quotidiano italiano è lo spazio dedicato alla cultura, un'oasi di evasione dalla politica e dalla cronaca delle prime due pagine. Nata all'inizio del Novecento, offriva contenuti letterari e artistici per un pubblico colto, con un'impaginazione classica che la rendeva immediatamente riconoscibile. Questa sezione rappresentava il prestigio di un giornale, distinguendosi per uno stile elegante e un carattere tipografico specifico, l'"elzeviro".
Origini Storiche
La terza pagina comparve per la prima volta il 10 gennaio 1901 sul Giornale d'Italia , diretto da Alberto Bergamini, che la ideò come contenitore per articoli su eventi culturali come la prima di Francesca da Rimini di D'Annunzio. In epoca ottocentesca, i quotidiani avevano solo quattro pagine: la prima per editoriali e cronaca, la seconda per politica, la terza per il "romanzo d'appendice" e la quarta per notizie minori e pubblicità. Bergamini la definì un'"oasi fra l'arida politica e la cronaca nera", trasformandola in un appuntamento fisso per i lettori tradizionalisti.
Contenuti Tipici
La struttura era codificata dal Corriere della Sera , poi imitata da tutti:
- Apertura con l'elzeviro : Articolo critico, racconto o saggio letterario su due colonne, per una lettura riflessiva e "sana evasività".
- Centro pagina : Reportage ampio dall'estero, racconto di viaggio o corrispondenza con bella scrittura e molteplici prospettive.
- Spalla destra ("varietà") : Polemiche, curiosità scientifiche, segnalazioni o rivelazioni cronachistiche.
- Riempitivi : Rubriche, recensioni di teatro, libri, cinema (più tardi), corsivi e immagini curiose al centro.
Questa varietà la rendeva un microcosmo culturale: romanzi d'appendice, approfondimenti artistici e notizie telegrafiche brevi, con uno stile inizialmente floreale che evolvette verso l'asciuttezza moderna.
Evoluzione e Declino
Negli anni '30 emersero varianti, come il Diorama letterario settimanale della Gazzetta del Popolo o la pagina letteraria del mercoledì de L'Ambrosiano. La "morte" ufficiale arrivò il 21 aprile 1956 con Il Giorno di Enrico Mattei, primo quotidiano senza terza pagina, seguito da la Repubblica negli anni '70 che la sostituì con sezioni culturali estese. Oggi non esiste più come tale, ma i suoi contenuti si sono evoluti in rubriche sparse o pagine culturali dedicate, mantenendo lo spirito di evasione culturale.
Significato Oggi
Sebbene scomparsa, la terza pagina influenza ancora il giornalismo italiano , spingendo a un equilibrio tra informazione dura e contenuti "alti" per fidelizzare i lettori. In un'era di like e news virali, resta un simbolo di giornalismo colto e bello, come auspicato da storici che ne lamentano il declino stilistico. Alcuni la vedono evoluta in sezioni moderne, ma manca l'investimento per nuove voci critiche.
TL;DR : La terza pagina trattava tradizionalmente cultura (elzeviri, reportage, varietà), nata nel 1901 per evadere dalla cronaca, con struttura fissa e declino negli anni '50 [-5]. Information gathered from public forums or data available on the internet and portrayed here.