Le beluga comunica soprattutto con i suoni e, in parte, con il corpo (testa/melon, posizione, contatto fisico).

Suoni: il “canarino del mare”

I beluga sono chiamati “canarini del mare” perché producono una grande varietà di vocalizzi.

Questi suoni servono per mantenere il contatto nel gruppo, coordinare i movimenti, corteggiare e probabilmente esprimere emozioni.

  • Fanno:
    • Fischi (whistles), simili a trilli e cinguettii.
* Suoni impulsivi/“burst pulses”, che all’orecchio umano ricordano grugniti, squittii, urla, lamenti.
* Click di ecolocalizzazione, usati per orientarsi e trovare le prede, ma anche inseriti nella comunicazione sociale.
  • Le loro vocalizzazioni possono coprire un ampio intervallo di frequenze, da poche centinaia di Hz fino a decine di kHz.
  • Alcuni studi suggeriscono che ogni individuo possa avere un “richiamo firma”, una specie di nome sonoro riconoscibile dagli altri.

Ecolocalizzazione e “radar acustico”

Oltre ai suoni sociali, i beluga usano l’ecolocalizzazione:

  • Emettono serie rapide di click ad alta frequenza.
  • Le onde sonore rimbalzano su prede, ghiaccio e ostacoli e tornano al cetaceo, che ricava una sorta di “mappa acustica” dell’ambiente.
  • Questo sistema li aiuta a cacciare in acque torbide e sotto il ghiaccio, dove la vista serve poco.

Anche se l’ecolocalizzazione è soprattutto “sensoriale”, può avere un ruolo nella comunicazione, per esempio nel coordinamento durante la caccia.

Espressioni del corpo e “melon” mobile

Ricerche recenti mostrano che i beluga comunicano anche con segnali visivi , modificando la forma della testa (il “melon”).

  • Il melon è una massa di tessuto adiposo che focalizza i suoni, ma nei beluga è anche molto plastico e può cambiare forma in modo evidente.
  • Studi hanno osservato diverse “forme” del melon durante:
    • Corteggiamento e interazioni sociali intense.
* Gioco tra maschi, situazioni affiliative e comportamenti che possono essere sia aggressivi sia ludici.
  • Questi cambiamenti sembrano funzionare come “espressioni facciali” in altre specie, segnalando intenzioni o stati emotivi ai conspecifici.

Contatto fisico e comportamento sociale

I beluga sono molto sociali e spesso vivono in gruppi, con interazioni continue.

  • Possono comunicare tramite:
    • Avvicinamenti, nuoto parallelo e formazione di gruppi compatti (coesione sociale).
* Sfioramenti, “mouthing” (mettere la bocca sul corpo dell’altro, che può essere gioco o minaccia a seconda del contesto).
  • Si ritiene che si avvertano a vicenda della presenza di predatori come le orche, anche se i dettagli del “codice” non sono ancora chiari.

Madre e piccolo: comunicazione ravvicinata

Gli studi sul legame madre–cucciolo mostrano un uso particolarmente ricco dei suoni.

  • I piccoli “balbettano” molto, producendo molti suoni diversi prima di stabilizzare il loro repertorio, in modo che ricorda i bambini umani.
  • Madri e piccoli usano richiami di contatto specifici per non perdersi in ambienti rumorosi o con scarsa visibilità.

In sintesi, quando si parla di “beluga come comunica”, la risposta è: con una combinazione complessa di vocalizzi, ecolocalizzazione, forme del melon e contatto sociale, dentro gruppi molto coesi e dinamici.

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