Il curling è uno sport di squadra sul ghiaccio in cui si fanno scivolare pesanti pietre di granito verso un bersaglio circolare chiamato “casa”.

Idea di base

  • Due squadre da quattro giocatori si affrontano su una pista di ghiaccio (rink) lunga e stretta.
  • Ogni squadra cerca di piazzare le proprie pietre il più vicino possibile al centro della casa (il “tee”), spostando o “bocciando” quelle avversarie.
  • Il gioco ricorda le bocce, ma sul ghiaccio e con molta strategia.

Campo, pietre e ruoli

  • La pista ha alle estremità una “casa”, bersaglio circolare con anelli concentrici.
  • Ogni squadra ha 8 pietre per ogni end (round di gioco), quindi ogni giocatore ne lancia 2.
  • Ruoli in squadra: Lead, Second, Third (o vice-skip) e Skip (capitano, di solito lancia le ultime pietre e decide la tattica).

Come si lancia la pietra

  • Il giocatore parte dall’“hack”, una staffa tipo blocco di partenza fissata nel ghiaccio che serve per darsi la spinta.
  • Dalla posizione in accovacciata, scivola in avanti sul ghiaccio tenendo la pietra davanti a sé, con una gamba piegata sotto il corpo e l’altra distesa dietro.
  • La pietra va rilasciata prima della “hog line”, altrimenti il lancio è nullo.
  • Al momento del rilascio si imprime una leggera rotazione (curl) alla maniglia, in senso orario o antiorario, così la pietra seguirà una traiettoria curva.

Cosa fanno gli “spazzini”

  • Due compagni spazzano il ghiaccio davanti alla pietra con speciali scope per ridurre l’attrito e “lisciare” la superficie.
  • Spazzare fa scorrere la pietra più lontano e la fa curvare meno, permettendo di “aggiustare” distanza e linea del tiro.
  • Lo Skip, fermo vicino alla casa, dà istruzioni a voce alta (quanto spazzare, dove mirare) seguendo il tiro.

Svolgimento di un end e punteggio

  • Una partita è composta di solito da 8–10 end, in cui le squadre si alternano nel lancio delle pietre.
  • Nell’end, le squadre tirano una pietra alla volta, alternandosi finché tutte le 16 pietre (8 per squadra) sono state lanciate.
  • Alla fine dell’end, solo la squadra con la pietra più vicina al centro segna punti.
  • Segna un punto per ogni sua pietra più vicina al tee rispetto alla migliore pietra avversaria.
  • Non esistono pareggi: se la partita è in parità dopo gli end regolamentari, si giocano end supplementari finché una squadra è avanti.

Il “martello” (hammer) e la tattica

  • Avere l’ultimo tiro dell’end è un grosso vantaggio e si chiama “hammer”.
  • Di norma, la squadra che non ha segnato nell’end precedente ottiene l’hammer in quello successivo.
  • Tipi di tiro più comuni:
* Guard: pietra messa davanti alla casa per proteggere quelle già dentro.
* Draw: tiro per far fermare la pietra dentro o vicino alla casa.
* Take-out: colpo per mandare fuori gioco la pietra avversaria.
* Tap: colpo più delicato per spostare una pietra (propria o avversaria) di poco.

Passi pratici per iniziare

  1. Impara la posizione di partenza sull’hack e un movimento di scivolata stabile, senza pensare subito all’effetto.
  1. Esercitati a rilasciare la pietra sempre prima della hog line, facendo fermare il sasso nella casa o poco oltre.
  1. Prova la spazzata: mani sulla scopa, movimenti rapidi e controllati davanti alla pietra, senza toccarla.
  1. Aggiungi il curl, ruotando leggermente la maniglia in senso orario o antiorario al rilascio per capire come curva.
  1. Inizia a provare situazioni semplici: prima un solo bersaglio da colpire/difendere, poi più pietre contemporaneamente.

TL;DR: si gioca in due squadre da quattro, lanciando pietre di granito dal punto di partenza (hack) verso un bersaglio nel ghiaccio, con compagni che spazzano per controllarne velocità e traiettoria; si fanno punti piazzandosi più vicino possibile al centro della casa, end dopo end, sfruttando il vantaggio dell’ultimo tiro (“hammer”) e una forte componente tattica.

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