come si svegliava san francesco
Non esiste una testimonianza storica precisa e “ufficiale” su come si svegliava ogni mattina san Francesco d’Assisi, nel senso di una descrizione tecnica del suo modo di aprire gli occhi, alzarsi dal giaciglio, ecc. La domanda però si collega bene al suo stile di vita e di preghiera, e da lì si può ricostruire un quadro plausibile e coerente con la tradizione.
Vita di san Francesco in breve
- Francesco d’Assisi (1181/1182–1226) è il fondatore dell’Ordine dei Frati Minori e una delle figure più venerate del cristianesimo.
- Scelse una vita di povertà radicale, penitenza e fraternità con ogni creatura, rifiutando ricchezze e privilegi.
- Trascorreva lunghi periodi in eremi e grotte sui monti presso Assisi, dedicandosi alla preghiera, al digiuno e alla contemplazione.
Che cosa implica questo sul suo “sveglio”
Dato che non abbiamo una cronaca diretta del “momento sveglia”, occorre dedurlo da tre elementi: vita religiosa del tempo, regola francescana e racconti agiografici.
È molto probabile che il suo risveglio fosse:
- Molto sobrio e povero
- Dormiva spesso su giacigli duri, con poche coperte, in capanne, conventi semplici o eremi di montagna.
* Questo tipo di vita favoriva un risveglio legato alla luce, al freddo, ai suoni naturali, più che a una routine “borghese”.
- Inserito nel ritmo della preghiera
- I frati seguivano la liturgia delle ore: mattutino/lodi molto presto, spesso prima dell’alba.
* È quindi plausibile che Francesco si svegliasse _prima_ o _con_ il suono della campana o con il richiamo per l’ufficio divino.
- Subito orientato a Dio
- Tutta la sua spiritualità ruota intorno alla lode del Creatore (“Laudato si’, mi’ Signore…” nel Cantico delle Creature).
* È ragionevole pensare che appena sveglio rivolgesse il pensiero o una breve preghiera di ringraziamento, anche solo con semplici parole di lode, coerentemente con i testi che riportano la sua costante gioia e gratitudine.
Cosa dicono i “Fioretti” e le leggende
I Fioretti di san Francesco sono raccolte di episodi meravigliosi e devozionali, più catechetici che storici in senso moderno.
- Narrano spesso Francesco che passa la notte in preghiera, vegliando o dormendo pochissimo, soprattutto negli eremi.
- Lo descrivono come sempre pronto a cantare, pregare, lodare Dio nella natura, anche dopo fatiche, freddo o notti difficili.
Da qui alcuni tratti plausibili del suo risveglio:
- Risveglio penitenziale : talvolta dopo notti brevi, passate in veglia o penitenza, con poco sonno.
- Risveglio gioioso : nonostante la fatica, molti racconti sottolineano la sua gioia e il suo canto anche in condizioni dure (es. gettato nella neve, si rialza cantando).
Un “ritratto” verosimile del suo svegliarsi
Mettendo insieme questi elementi, possiamo tracciare una scena verosimile, pur senza pretese di precisione cronachistica:
- Si sveglia presto , spesso prima o con le prime luci dell’alba.
- Non ha comodità: un pagliericcio o il pavimento, in una cella semplice o in una grotta/eremo.
- Il primo movimento interiore è verso la preghiera : un segno di croce, una lode semplice, qualche versetto di salmo, in linea con la liturgia delle ore che seguirà poco dopo.
- Si alza rapidamente, senza indugiare, perché la vita dei frati è fatta di preghiera comunitaria, lavoro manuale, elemosina, missione.
- È probabile che il suo “buongiorno” fosse più un “ Laudato si’, Signore, per questo nuovo giorno ” che un gesto abitudinario o pigro.
Perché oggi la domanda è “di tendenza”
Negli ultimi anni la figura di san Francesco è di nuovo molto citata in dibattiti su: ecologia integrale, pace, povertà e fraternità universale.
- La sua semplicità quotidiana (compreso il modo di vivere sonno, cibo, risveglio) è vista come alternativa allo stile di vita consumistico moderno.
- Molti forum spirituali e blog cristiani si chiedono come “tradurre” oggi la sua radicalità in gesti feriali: come pregare al mattino, come iniziare la giornata in spirito francescano, ecc.
In questo senso, domandarsi “come si svegliava san Francesco” è anche un modo per chiedersi: come posso anch’io iniziare la giornata in modo più sobrio, grato e aperto a Dio e agli altri?
Spunto pratico “alla Francesco” per il risveglio
Se ti ispira l’idea, ecco una traduzione contemporanea, in poche mosse:
- Svegliarsi senza schermi
- Alzarsi evitando di prendere in mano subito il telefono, per lasciare spazio a un momento di silenzio e gratitudine.
- Una breve lode
- Dire a voce bassa o mentalmente una frase semplice tipo: “Signore, grazie per questo nuovo giorno” o ispirata al Cantico delle Creature.
- Uno sguardo alla realtà
- Aprire la finestra, guardare il cielo, gli alberi, la città che si sveglia, e leggere tutto questo come “creazione” affidata alla tua responsabilità.
- Una scelta concreta di povertà
- Iniziare la giornata con un piccolo gesto di essenzialità (evitare uno spreco, un acquisto superfluo, un eccesso di comfort) in stile francescano.
TL;DR
Non sappiamo letteralmente come si svegliava san Francesco, ma tutto ciò che sappiamo della sua vita fa pensare a un risveglio:
- molto semplice e povero ,
- molto presto , in sintonia con la preghiera comunitaria,
- immediatamente orientato alla lode di Dio e all’apertura verso il creato e gli altri.
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