Giampaolo Amato è un medico oculista bolognese, ex medico della Virtus, condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Isabella Linsalata e della suocera Giulia Tateo, entrambe morte nel 2021. La condanna è stata confermata in appello a Bologna nel gennaio 2026, ma Amato continua a dichiararsi innocente.

Cosa è successo in breve

  • Nel 2021 muoiono a poche settimane di distanza la suocera di Amato, Giulia Tateo (87 anni), e la moglie, la ginecologa 62enne Isabella Linsalata, entrambe a Bologna.
  • In un primo momento i decessi sembrano naturali, ma successive indagini e autopsie evidenziano un mix di benzodiazepine e sevoflurano, un anestetico normalmente usato in ambito ospedaliero.
  • Le indagini portano a ritenere Amato responsabile di aver somministrato progressivamente questi farmaci per ucciderle “lentamente”.

Accuse e movente secondo l’accusa

  • L’accusa sostiene che Amato avesse da tempo una relazione extraconiugale e che la morte di moglie e suocera fosse funzionale a vivere liberamente con l’amante.
  • Viene indicato anche un movente economico: la possibilità di entrare in possesso dei beni e delle proprietà intestate alla moglie, pur con alcune contestazioni difensive su questo punto.
  • Nelle motivazioni delle sentenze, Amato viene descritto come manipolatore e freddo calcolatore, capace di gestire nel tempo le somministrazioni di farmaci.

Cosa ha deciso la giustizia

  • Nel 2024 arriva la prima condanna all’ergastolo in primo grado per duplice omicidio aggravato.
  • Il 9 gennaio 2026 la Corte d’assise d’appello di Bologna conferma integralmente l’ergastolo per l’omicidio della moglie e della suocera, ritenendo corrette le valutazioni del primo grado.
  • Il dispositivo ribadisce la responsabilità di Amato per gli omicidi e la sussistenza dei moventi affettivo (relazione extraconiugale) ed economico.

Cosa dice Amato nella sua difesa

  • Amato ha sempre negato ogni addebito, dichiarando in aula di non aver mai fatto del male né alla moglie né alla suocera.
  • Sottolinea il proprio passato da medico dedicato alla cura dei pazienti, anche durante la pandemia, e definisce “ignobile” l’idea che abbia ucciso per interessi economici o per l’appartamento.
  • Ha affermato più volte di essere stato “dipinto come una persona che non è”, ribadendo di essere innocente e di continuare a lottare per dimostrarlo, anche per i figli che gli sono rimasti vicini.

Dettagli emersi sulle modalità

  • Le ricostruzioni giornalistiche raccontano che Isabella avesse confidato ad amiche e parenti di sospettare che il marito aggiungesse psicofarmaci alle tisane serali, perché il gusto era “troppo amaro” e si sentiva stranamente stordita.
  • In un episodio del 2019 la sorella l’avrebbe trovata come ubriaca, incapace di reggersi, fatto che oggi viene riletto alla luce delle presunte somministrazioni di farmaci.
  • Per la suocera, morta alcune settimane prima della figlia, gli accertamenti tossicologici hanno rilevato a loro volta benzodiazepine e sevoflurano; la giustizia ha ritenuto che anche in questo caso si trattasse di omicidio e non solo di farmaci assunti per terapia.

Informazioni raccolte da fonti di cronaca e attualità disponibili online.