Lo sciopero del 12 dicembre è stato proclamato principalmente contro la Legge di Bilancio 2026, giudicata ingiusta e insufficiente a rispondere ai problemi economici e sociali del Paese.

Motivi principali dello sciopero

  • Revisione della manovra di bilancio 2026, ritenuta inadeguata per affrontare crisi sociale, inflazione e povertà.
  • Aumento del potere d’acquisto di salari e pensioni, con rinnovo dei contratti scaduti e risorse aggiuntive per il pubblico impiego.
  • Difesa di sanità, istruzione e servizi pubblici, giudicati sottofinanziati rispetto ai bisogni reali di cittadini e lavoratori.

Altre rivendicazioni importanti

  • Stop all’innalzamento dell’età pensionabile e richiesta di una pensione contributiva di garanzia per chi ha carriere discontinue.
  • Contrasto alla precarietà, soprattutto nei settori della conoscenza e nei servizi pubblici, e richiesta di più sicurezza sul lavoro.
  • Riforma equa del fisco, con maggior contributo da profitti, grandi ricchezze ed extra-profitti, e critica alla “corsa al riarmo” che sottrae risorse al welfare.

Chi sciopera e come

  • Sciopero generale indetto dalla Cgil per l’intera giornata, esteso a gran parte dei settori pubblici e privati (trasporti, scuola, sanità, PA, industria), con specifiche articolazioni per i servizi essenziali.
  • Esclusioni e limitazioni riguardano alcuni comparti essenziali (es. parte del settore giustizia, alcuni servizi di trasporto), secondo le norme sugli scioperi nei servizi pubblici.

Contesto e dibattito

  • Il sindacato presenta lo sciopero come risposta al crescente disagio sociale, al peggioramento del potere d’acquisto e ai tagli alla spesa sociale.
  • Una parte del mondo della scuola e alcuni docenti hanno chiesto di revocare lo sciopero del 12 dicembre, temendo ricadute su studenti e famiglie e discutendo sull’efficacia di questa forma di protesta.

In sintesi , si sciopera il 12 dicembre per cambiare la Legge di Bilancio 2026 e per rivendicare salari più alti, pensioni più giuste, meno precarietà e più investimenti in sanità, scuola e servizi pubblici.

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