Milano Cortina 2026 è stata scelta e pensata come edizione “diffusa” dei Giochi invernali per tre motivi principali: sostenibilità, uso dei grandi impianti già esistenti in Italia e valorizzazione dell’arco alpino come polo sportivo e turistico di lungo periodo.

Perché proprio Milano e Cortina

  • L’Italia ha una lunga tradizione nei grandi eventi invernali (Cortina 1956, Torino 2006) e dispone già di molte strutture di livello mondiale, quindi si possono riutilizzare impianti invece di costruirne di nuovi.
  • Milano è il grande hub economico, culturale e dei trasporti, mentre Cortina e le valli alpine rappresentano il cuore degli sport sulla neve: insieme raccontano sia l’anima urbana che quella di montagna del Paese.
  • La candidatura Milano–Cortina è stata sostenuta dal governo italiano e scelta dal CIO anche perché in linea con l’Agenda 2020, che premia progetti più leggeri, meno costosi e più legati al territorio.

Un esempio concreto: molte gare si terranno in località che già ospitano regolarmente Coppe del Mondo e Mondiali di sci, pattinaggio e altri sport invernali, riducendo lavori pesanti e tempi di realizzazione.

Obiettivi dichiarati dei Giochi

La “visione” ufficiale di Milano Cortina 2026 gira intorno ad alcuni pilastri chiave.

  • Sostenibilità : massimo utilizzo di impianti esistenti o temporanei, solo un nuovo grande impianto permanente, attenzione all’impatto su parchi e aree protette.
  • Legacy (eredità) : le opere previste (ristrutturazioni, accessibilità, infrastrutture) devono restare utili alle comunità locali anche dopo il 2026, non solo per i 15 giorni di gare.
  • Sviluppo delle Alpi : i Giochi sono pensati come occasione per rafforzare la macroregione alpina, migliorare collegamenti, servizi e attrattività turistica oltre il turismo di stagione.
  • Promozione dello sport : usare l’evento per spingere lo sport di base, lo sport paralimpico e ispirare nuove generazioni di atleti.

In pratica, il messaggio è: niente “cattedrali nel deserto”, ma impianti che continuino a servire scuole, club, squadre e turismo sportivo anche dopo il 2026.

Cosa cambia per i territori

Milano Cortina 2026 è anche un progetto di trasformazione territoriale, non solo un evento sportivo.

  • Investimenti in trasporti verso Valtellina e Cortina, e nelle province di Trento e Bolzano, per migliorare collegamenti e mobilità a lungo termine.
  • Migliorie alle reti elettriche, ai servizi sanitari e alle strutture ricettive in località come Livigno e altre aree di montagna, per renderle più resilienti e vivibili tutto l’anno.
  • Ristrutturazione e ammodernamento di impianti sportivi che diventano “fiore all’occhiello” per eventi futuri, con ricadute su lavoro, turismo e indotto locale.

Un esempio raccontato spesso è il potenziamento dei collegamenti e delle infrastrutture che, finiti i Giochi, resteranno a servizio di residenti, lavoratori e turisti.

Dimensione simbolica e di immagine

C’è anche una componente identitaria e di immagine nazionale.

  • I Giochi segnano il ritorno delle Olimpiadi invernali in Italia a 20 anni da Torino 2006, e coincidono con anniversari simbolici per Cortina 1956 e per la storia repubblicana italiana.
  • Il brand Milano Cortina 2026, scelto con voto pubblico, gioca sul concetto di “Dual Soul”: due anime (metropoli e montagna) unite in un unico grande evento.
  • L’evento viene presentato come vetrina dell’energia, creatività, stile e cultura italiana, con un percorso della torcia che attraversa decine di province e siti UNESCO per raccontare il Paese.

In sintesi, “perché Milano Cortina 2026?” Perché unisce tradizione e innovazione, riusa quanto già esiste, cerca di lasciare infrastrutture utili e al tempo stesso rilancia l’immagine dell’Italia e delle sue Alpi sulla scena mondiale.

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