Carnevale si festeggia perché è una festa di passaggio: chiude il periodo di divertimento e abbondanza prima della Quaresima, e continua antichi riti in cui, per pochi giorni, il mondo veniva “messo sottosopra”.

Perché si festeggia Carnevale

  • Il nome probabilmente viene da “carnem levare”, cioè “togliere la carne”: indicava l’ultimo periodo in cui si poteva mangiare di tutto prima del digiuno e delle rinunce quaresimali.
  • È legato al calendario cristiano: termina con il martedì grasso, subito prima del mercoledì delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima.
  • Ha però radici molto più antiche, in feste pagane come i Saturnali romani e i culti dionisiaci greci, in cui si rovesciavano ruoli sociali, si usavano maschere e si festeggiava il passaggio dall’inverno alla primavera.

In pratica, nasce dall’incontro tra antichi riti di rinnovamento e la tradizione cristiana che ha “assorbito” e trasformato quelle celebrazioni.

Origini storiche e religiose

  • Nelle feste antiche (Saturnali, culti dionisiaci, riti babilonesi ed egizi) per qualche giorno cadevano le regole, ci si mascherava e si inscenava il caos per propiziare un nuovo inizio.
  • Con il cristianesimo, queste usanze non vengono eliminate ma re-interpretate: restano i giorni di festa, ma diventano il “prologo” alla Quaresima, tempo di penitenza che ricorda i 40 giorni di digiuno di Gesù nel deserto.
  • In Italia medievale e rinascimentale Carnevale prende forma come lo conosciamo oggi, con maschere, spettacoli di piazza e una forte dimensione popolare.

Un esempio famoso è il Carnevale di Venezia, documentato già nel 1094: serviva anche a dare al popolo uno sfogo collettivo, un periodo di pura festa e libertà.

Maschere, travestimenti e “ogni scherzo vale”

  • Le maschere servono a nascondere l’identità, cancellare (per gioco) le differenze tra ricchi e poveri e permettere di dire e fare cose che normalmente sarebbero proibite.
  • Il motto “a Carnevale ogni scherzo vale” riassume proprio questa sospensione temporanea delle regole: scherzi, burle e satira diventano quasi “doverosi”.
  • I carri allegorici spesso prendono in giro il potere, la politica e i fatti di attualità, usando l’ironia per criticare la realtà senza conseguenze serie.

In molti luoghi, inoltre, si brucia un fantoccio (il “Re Carnevale”) come simbolo della fine degli eccessi e dell’inizio del tempo di penitenza.

Carnevale oggi: festa, turismo e “trending topic”

Oggi Carnevale è sia una ricorrenza religiosa legata al calendario cristiano, sia un grande evento culturale e turistico: sfilate, eventi per famiglie, vacanze scolastiche e città che si trasformano in palcoscenici all’aperto.

Continua a essere argomento di “trending topic” online, tra foto di costumi, discussioni su dove andare (Venezia, Viareggio, Ivrea, ecc.) e dibattiti su come si stia evolvendo: più festa commerciale o ancora momento di rovesciamento e satira sociale?

TL;DR: si festeggia Carnevale perché unisce antichi riti di fine inverno e rinnovamento con la tradizione cristiana che precede la Quaresima, concedendo alla gente qualche giorno di eccessi, maschere e scherzi prima di tornare alle regole.

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