come si prende la lebbra
La lebbra (oggi chiamata “malattia di Hansen”) si prende quasi sempre respirando, per lunghi periodi, goccioline emesse da una persona malata non ancora in cura, non con contatti casuali o singoli episodi. Non è facile contagiarsi: serve convivenza o contatti molto stretti e prolungati con un caso non trattato, e la maggior parte delle persone è naturalmente resistente al batterio.
Come si prende la lebbra
- È causata da un batterio (Mycobacterium leprae, e più raramente M. lepromatosis) che colpisce pelle, nervi periferici e mucose delle vie respiratorie superiori.
- Il contagio avviene soprattutto attraverso goccioline respiratorie (tosse, starnuti) di una persona infetta e non trattata, respirate ripetutamente per mesi in contesti di stretta convivenza.
- I contatti brevi o casuali (stringere la mano, sedersi vicino, condividere un pasto) non sono considerati modalità di contagio rilevanti.
Quanto è contagiosa davvero
- Non è una malattia “altamente contagiosa”: si ritiene che circa il 95% delle persone esposte non svilupperà mai la malattia grazie al proprio sistema immunitario.
- Una persona che inizia la terapia specifica (multi–drug therapy, MDT) diventa rapidamente non contagiosa, di solito entro pochi giorni dall’inizio del trattamento.
- Per ammalarsi di solito occorrono mesi o anni di esposizione ripetuta a un malato non curato, come può avvenire in famiglia o in contesti comunitari affollati.
Modi in cui non si prende
- Non si trasmette tramite rapporti sessuali e non viene normalmente trasmessa al feto durante la gravidanza.
- Non si prende con strette di mano, abbracci, condividendo piatti, vestiti o sedendosi accanto a qualcuno, se la persona è in cura o se il contatto è solo occasionale.
- Non esistono prove solide di trasmissione tramite punture di insetti o ingestione di cibo e acqua come principale via di contagio nella vita quotidiana.
Altri possibili serbatoi (rari)
- In alcune aree delle Americhe, alcuni armadilli sono portatori naturali del batterio e il contatto stretto con questi animali è stato collegato a rari casi umani.
- Studi recenti hanno individuato il batterio anche in alcuni scoiattoli rossi nel Regno Unito, ma per la popolazione generale il rischio da questi animali resta molto basso.
Cosa fare se si teme un contagio
- Se hai vissuto a lungo a stretto contatto con una persona con lebbra non trattata e noti macchie cutanee insensibili, formicolii o perdita di sensibilità, è importante rivolgersi a un dermatologo o a un centro di malattie infettive.
- La malattia oggi è curabile con terapia antibiotica combinata, fornita gratuitamente nei programmi nazionali e dall’OMS, e la diagnosi precoce evita disabilità permanenti e interrompe la catena di contagio.
Informazione a scopo educativo: per dubbi personali sulla salute serve sempre una valutazione diretta di un medico.
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