La “cultura MAGA” è l’insieme di valori, immaginari e pratiche sociali nati attorno allo slogan politico di Donald Trump “Make America Great Again” (“Rendiamo l’America di nuovo grande”) e al movimento dei suoi sostenitori negli Stati Uniti.

Origine del termine MAGA

  • MAGA è un acronimo che sta per “Make America Great Again”, slogan registrato da Donald Trump dopo il 2012 e diventato il marchio delle sue campagne.
  • Dal 2016 in poi, MAGA smette di essere solo uno slogan elettorale e diventa il nome di un vero e proprio movimento politico e culturale, con simboli, rituali (comizi, cappellino rosso, slogan) e un forte senso identitario.
  • Nei media e nel dibattito pubblico si parla sempre più spesso di “MAGA movement” e, per estensione, di “cultura MAGA”.

Cosa si intende per “cultura MAGA”

Quando si parla di “cultura MAGA” si intende un immaginario collettivo, non solo un programma politico.

Elementi chiave spesso associati:

  1. Nostalgia per un passato idealizzato
    • L’idea di un’America “di una volta”, più omogenea, più dominante nel mondo, con ruoli sociali più rigidi e “tradizionali”.
 * Questo passato è presentato come modello a cui tornare “again”.
  1. Nazionalismo e “America First”
    • Forte enfasi sulla sovranità nazionale, diffidenza verso globalizzazione, organismi sovranazionali e alleanze percepite come costose.
 * Politiche come il “Muslim ban” e il protezionismo economico sono citate come esempi concreti di agenda MAGA.
  1. Identità etnica e paura del declino
    • Vari analisti descrivono il nucleo del movimento come composto in larga parte da americani bianchi, spesso di aree rurali o suburbane, timorosi di diventare minoranza e ostili a certe conquiste delle minoranze su diritti civili.
 * La “cultura MAGA” viene quindi letta come risposta identitaria e difensiva a cambiamenti demografici e culturali.
  1. Valori sociali conservatori
    • Centralità della religione cristiana tradizionalista, famiglia “classica”, ruoli di genere più rigidi.
 * Diffidenza o ostilità verso femminismo, diritti LGBTQ+ e politiche di inclusione considerate “woke”.
  1. Linguaggio polarizzante “noi contro loro”
    • Nella rappresentazione critica, la cultura MAGA si fonda su un forte schema amico/nemico: “noi, veri americani” contro élite, media, migranti, liberal, ecc.
 * Questo alimenta un clima percepito come aggressivo e divisivo nel discorso pubblico.

Visione positiva vs visione critica

La “cultura MAGA” viene interpretata in modi molto diversi.

Come la vedono i sostenitori

Molti simpatizzanti la descrivono come:

  • Difesa dei veri interessi della “gente comune” contro élite globaliste.
  • Riaffermazione dell’orgoglio nazionale e della sovranità.
  • Ritorno all’ordine, alla sicurezza, alla legge e all’ordine.
  • Protezione del lavoro americano tramite dazi e politiche protezioniste.

Un esempio tipico di narrativa favorevole:

“MAGA è ridare voce agli americani dimenticati e rimettere il Paese al primo posto.”

Come la vedono i critici

Intellettuali, giornalisti e oppositori politici parlano spesso di:

  • Utopia reazionaria e nostalgica, orientata a un passato che non è mai esistito davvero.
  • Immaginario spesso misogino e razzializzato, dove minoranze etniche e donne indipendenti sono viste come minacce all’ordine tradizionale.
  • Forte componente di rabbia sociale, canalizzata verso “nemici” interni (media, liberal, minoranze) ed esterni (migranti, avversari geopolitici).
  • Rischio di scivolamento verso un “culto della personalità” attorno a Trump, più che un movimento ideologico coerente.

Tabella: elementi tipici della cultura MAGA

[7][3] [3] [5][1] [10][5][3] [10][3] [5] [10][3] [3] [1][3] [7][8][1] [8] [1][8] [7][1] [7] [8][1]
Aspetto Come si manifesta Interpretazione favorevole Interpretazione critica
Slogan “Make America Great Again” Frase su cappellini, bandiere, comizi.Richiamo all’orgoglio nazionale e al riscatto.Nostalgia di un ordine sociale più gerarchico.
Identità dei sostenitori Spesso bianchi, ceto medio o operaio, aree rurali/suburbane.“America profonda” che chiede ascolto.Paura di diventare minoranza, reazione anti-diritti civili.
Agenda politica Protezionismo, limiti all’immigrazione, “America First”.Protezione lavoro e sicurezza interna.Esclusione e stigmatizzazione di gruppi vulnerabili.
Stile comunicativo Linguaggio diretto, spesso duro, meme, social media.Schiettezza anti-politicamente corretto.Polarizzazione “noi contro loro”, normalizzazione dell’odio.
Dimensione culturale Simboli (cappellino rosso), musica ai comizi, narrativa mediatica.Comunità identitaria e senso di appartenenza.Forma di “subcultura” chiusa, con tratti quasi settari.

“Cultura MAGA” oggi

  • Dopo le prime campagne di Trump, il marchio MAGA è rimasto centrale nella destra americana e continua a influenzare il Partito Repubblicano e il dibattito pubblico.
  • Il termine “MAGA” viene ormai usato anche come etichetta politica generale (per indicare una certa destra nazionalista e populista) e non solo per i sostenitori più duri e puri di Trump.
  • Sia sostenitori sia critici riconoscono che la cultura MAGA ha cambiato in modo duraturo il linguaggio, le priorità e le fratture della politica statunitense contemporanea.

In sintesi : quando chiedi “cosa è la cultura MAGA”, puoi immaginarla come un mix di nazionalismo, nostalgia, conservatorismo sociale e identità di gruppo costruiti attorno allo slogan “Make America Great Again” e alla figura di Trump, letti positivamente come difesa dell’America “vera” o criticamente come reazione rabbiosa e regressiva ai cambiamenti sociali.

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