La parola “trebisonda” nell’espressione “perdere la trebisonda” deriva dal nome della città di Trebisonda (oggi Trabzon) sul Mar Nero, ma il passaggio di significato non è del tutto certo.

Origine geografica del termine

  • “Trebisonda” è l’antico nome italiano della città turca di Trabzon, importante porto sul Mar Nero fin dall’antichità e nel Medioevo.
  • Il termine in italiano nasce come nome proprio di luogo e solo più tardi viene usato nella locuzione “perdere la trebisonda”.

Ipotesi sul significato figurato

  • Un’ipotesi lo collega al linguaggio dei marinai: Trebisonda era un porto fondamentale e un punto di riferimento di rotta; “perdere la Trebisonda” significherebbe quindi perdere il punto di riferimento, e per estensione l’orientamento.
  • Un’altra spiegazione lo avvicina all’espressione “perdere la tramontana”: per somiglianza fonetica e uso popolare, il nome esotico “trebisonda” avrebbe rimpiazzato o affiancato “tramontana”, mantenendo l’idea di perdere la direzione e la testa.

Altre interpretazioni storiche

  • Esiste anche una lettura legata ai mercanti: chi “perdeva la Trebisonda” perdeva gli affari o il denaro investito nei viaggi verso quel porto, con un’idea di disgrazia e rovina.
  • Un’ulteriore interpretazione collega l’espressione alla caduta di Trebisonda nel 1461, ultimo baluardo bizantino: la “perdita di Trebisonda” diventerebbe così simbolo di crollo definitivo e perdita di controllo.

Uso nella lingua italiana

  • Oggi “perdere la trebisonda” significa “perdere l’orientamento, confondersi, perdere il controllo di sé”, e si usa sia per smarrimento mentale sia per agitazione emotiva.
  • La locuzione è considerata un po’ arcaica o letteraria e viene sostituita spesso da espressioni più colloquiali come “perdere la testa” o “non capirci più niente”.

Informazione tratta da dizionari ed etimologie della lingua italiana e da spiegazioni su storia e uso della locuzione “perdere la trebisonda”.