L’Accademia della Crusca prende il suo nome dall’idea di “crusca”, cioè la parte di scarto del grano, come metafora del lavoro di setacciare la lingua per separare ciò che è “impuro” da ciò che è “buono”.

Da cosa deriva il nome “Crusca”

  • “Crusca” in italiano significa “bran”, la crusca del grano.
  • L’immagine è quella del setaccio che separa la farina buona dalla crusca: allo stesso modo l’Accademia vuole ripulire la lingua da usi considerati scorretti o inutili.
  • Il simbolo dell’Accademia è infatti un frullone /setaccio, che rappresenta proprio questo lavoro di selezione.

Un testo ufficiale dell’Accademia ricorda che il nome nacque da riunioni scherzosamente chiamate “cruscate” e fu poi reinterpretato proprio come metafora della separazione tra crusca e farina, cioè tra lingua impura e lingua “pulita”.

Origini storiche in breve

  • Nasce a Firenze alla fine del Cinquecento, con radici in riunioni tenute tra il 1570 e il 1580; la fondazione formale è del 1583 e la cerimonia inaugurale è del 25 marzo 1585.
  • I fondatori lavoravano a difesa del volgare fiorentino trecentesco e alla compilazione di un grande Vocabolario , uscito nel 1612, che fissava gli usi ritenuti corretti della lingua.

Simboli, motti e soprannomi

  • Motto: “Il più bel fior ne coglie”, verso di Petrarca che richiama l’idea di scegliere solo il meglio, come si fa con la farina migliore.
  • Gli accademici nei primi secoli assumevano soprannomi legati al ciclo del grano e del pane (per esempio Infarinato, Gramolato, Trito, ecc.).
  • Le sedute erano chiamate “cruscate” e ogni accademico aveva una pala lignea con il proprio nome, un motto (spesso petrarchesco) e un’immagine che richiamava il grano e la farina.

In sintesi: il nome “Accademia della Crusca” deriva dall’immagine della crusca che viene separata dalla farina, trasformata in simbolo del lavoro di selezione e purificazione della lingua italiana.

Informazioni raccolte da fonti pubbliche e risorse online disponibili.