Il Blue Monday è un’idea secondo cui il terzo lunedì di gennaio sarebbe “il giorno più triste dell’anno”, ma nasce come trovata pubblicitaria e non ha basi scientifiche solide. Oggi se ne parla molto sui social e nei media, ma gli psicologi lo considerano soprattutto un mito mediatico legato al malessere invernale e alle pressioni di inizio anno.

Cosa è il Blue Monday

  • È il nome dato a un lunedì di gennaio (di solito il terzo) indicato come il giorno più deprimente dell’anno, a causa di fattori come meteo grigio, ritorno al lavoro, debiti post-feste e calo della motivazione.
  • L’espressione è stata resa popolare a metà anni 2000 e da allora viene ripresa ogni anno da media, brand e social come momento simbolico per parlare di tristezza e “winter blues”.

Origini e “formula”

  • Il termine è stato lanciato nel 2005 dal psicologo Cliff Arnall per una campagna di una compagnia di viaggi britannica (Sky Travel), che promuoveva l’idea di prenotare vacanze per “sfuggire” alla giornata più triste.
  • La campagna citava una pseudo-formula che combinava meteo, debiti, tempo passato dal Natale, fallimento dei buoni propositi e motivazione, ma questa formula è stata ampiamente criticata come pseudoscientifica e priva di valore reale.

È davvero il giorno più triste?

  • Non esistono studi seri che dimostrino che proprio quel lunedì le persone siano più depresse rispetto agli altri giorni: molti esperti parlano apertamente di pseudoscienza e mito mediatico.
  • Tuttavia, la combinazione di inverno, poche ore di luce, pressioni economiche dopo le feste e stress lavorativo può effettivamente aumentare la sensazione di stanchezza o malinconia in questo periodo, anche se non concentrata in un solo giorno.

Perché se ne parla ancora

  • Il concetto funziona bene come “narrazione”: un giorno preciso, un’emozione forte e un’etichetta facile da ricordare, per cui media e social lo rilanciano ogni anno come trend.
  • Alcune associazioni e aziende usano il Blue Monday per “ribaltare” il messaggio, trasformandolo in un’occasione per parlare di benessere mentale, solidarietà e iniziative positive.

Come viverlo in modo sano

  • Può essere utile prenderlo come promemoria per ascoltare il proprio umore, rallentare un po’, cercare luce naturale, movimento e contatto con persone di fiducia, invece che come profezia che “deve andare tutto male”.
  • Se la tristezza è intensa o dura da settimane (sonno disturbato, perdita di interesse, pensieri negativi ricorrenti), non è questione di Blue Monday: è importante parlarne con un professionista o con i servizi di supporto del proprio territorio.

Informazioni raccolte da dati e contenuti disponibili pubblicamente online e rielaborate in forma divulgativa.