Giotto, secondo il racconto tradizionale di Giorgio Vasari, stava disegnando le pecore che stava pascolando, tracciandole con un sasso su una pietra liscia, quando fu notato da Cimabue.

Il racconto in breve

  • Ci troviamo intorno al 1277, Giotto ha circa dieci anni.
  • È descritto come un pastorello che custodisce il gregge del padre.
  • Per passare il tempo, si mette a disegnare le sue pecore su una pietra, usando un sasso come se fosse una matita.
  • Cimabue, passando lungo la strada, rimane colpito dalla naturalezza di questi disegni “dal vero” e capisce il talento del ragazzo.
  • Dopo aver parlato con il padre di Giotto, lo porta con sé come apprendista nella sua bottega a Firenze.

Storia o leggenda?

Gli studiosi considerano spesso questo episodio più una leggenda “simbolica” che un fatto storicamente documentato al dettaglio, perché la fonte principale è appunto Vasari, che scrive circa tre secoli dopo.

Tuttavia, il racconto è diventato uno dei miti fondativi dell’arte occidentale, perché rappresenta l’idea del genio naturale che osserva la realtà e la riproduce con immediatezza, in contrasto con la tradizione più rigida e astratta precedente.

TL;DR: Giotto, secondo la tradizione, stava disegnando le pecore che stava pascolando, su una pietra, quando Cimabue lo scoprì e lo portò nella sua bottega.

Informazione raccolta da fonti storiche e culturali disponibili pubblicamente online.