perché si chiama giovedì grasso

Si chiama Giovedì grasso perché è il giorno “dell’abbondanza” di cibo prima del periodo di rinunce della Quaresima nel calendario cristiano.
Origine del nome
- La parola Carnevale viene dal latino carnem levare , cioè “eliminare la carne”, e richiama proprio il togliere la carne dalla dieta nel periodo quaresimale.
- Il Giovedì grasso è l’ultimo giovedì prima dell’inizio della Quaresima (o, nelle tradizioni più diffuse oggi, il giovedì che apre i giorni culminanti del Carnevale).
In pratica, è uno degli ultimi giorni in cui “è concesso esagerare” prima delle restrizioni religiose legate alla Pasqua.
Perché “grasso”
- Viene definito “grasso” perché tradizionalmente si consumano cibi ricchi: carne (soprattutto di maiale), fritti, dolci, piatti molto calorici.
- L’idea è fare il “pieno” di cibi sostanziosi prima dei 40 giorni di digiuno, astinenza dalle carni e maggiore sobrietà che caratterizzano la Quaresima.
Un esempio tipico sono le chiacchiere, le castagnole e le frittelle di riso, protagoniste proprio in questi giorni.
Un accenno storico-sociale
- Nelle società antiche, in questi giorni anche i più poveri potevano accedere agli avanzi dei banchetti dei ricchi, rendendo il periodo eccezionale e quindi “grasso”.
- Per questo sia il Giovedì grasso sia il Martedì grasso sono rimasti simbolo di eccesso e festa prima del ritorno alla misura e alla penitenza.
In sintesi: si chiama Giovedì grasso perché è il giovedì di Carnevale dedicato alle abbuffate di cibi “grassi” e abbondanti, in vista del successivo periodo di digiuno e astinenza della Quaresima.
Informazione raccolta da fonti e articoli di approfondimento disponibili online.