Il nome “supplì” deriva quasi sicuramente dal francese “surprise” , cioè “sorpresa”, perché il cuore filante e nascosto del fritto (ragù e soprattutto mozzarella) veniva scoperto solo al morso, come una piccola sorpresa gastronomica.

Origine del nome “supplì”

  • In francese, “surprise” veniva usato anche in cucina per indicare crocchette o preparazioni impanate con un ripieno inatteso all’interno.
  • A Roma, nell’Ottocento, il termine sarebbe stato italianizzato e un po’ storpiato nella pronuncia popolare, trasformandosi in “supplì”.
  • Diverse fonti raccontano che furono i soldati francesi, presenti a Roma tra fine Settecento e primo Ottocento, a usare questo nome per indicare queste crocchette di riso fritte con ripieno, proprio per l’effetto di “sorpresa” dato dalla mozzarella nascosta.

Un esempio che spesso si cita è la scena del cliente che morde la crocchetta e, trovando la mozzarella filante dentro il riso e il ragù, la definisce una vera “surprise”, espressione che nel parlato romano sarebbe poi diventata “supplì”.

Piccola curiosità storica

  • Le prime tracce scritte del piatto compaiono nell’Ottocento, con diciture come “soplì/soplis di riso” nei menù di trattorie romane, segno che il nome era già passato nella forma italianizzata.
  • Il legame stretto con Roma e con la sua cucina “di strada” ha fatto sì che “supplì” diventasse ormai un nome autonomo, e non tutti oggi si rendono conto che affonda le radici in una parola francese.

In sintesi : il nome “supplì” deriva per la maggior parte degli studiosi gastronomici dalla storpiatura del francese “surprise”, riferita alla sorpresa del ripieno filante all’interno della crocchetta di riso romana.

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