da dove deriva il nome supplì

Il nome «supplì» deriva molto probabilmente dal francese surprise (“sorpresa”), italianizzato e storpiato nel tempo nel parlato romano.
Origine del nome «supplì»
L’ipotesi più accreditata è etimologica: in francese, in cucina, en surprise indica crocchette o preparazioni impanate che nascondono un ripieno interno. Proprio come il supplì, che all’esterno è una crocchetta di riso e dentro ha la “sorpresa” del formaggio filante o del ragù.
Secondo molte ricostruzioni storiche, il termine sarebbe arrivato a Roma con le truppe francesi tra fine Settecento e inizio Ottocento, e da surprise /en surprise si sarebbe passati a forme intermedie come soplis , surprisa , supprisa , fino all’attuale «supplì». La prima attestazione scritta nota parla infatti di «soplis di riso» in un menù romano del 1847, considerato un antenato diretto del supplì moderno.
Un piccolo “romanzo” linguistico
Nel tempo il nome si è adattato al modo di parlare dei romani, perdendo la pronuncia francese e diventando un termine familiare e popolare. Proprio questa deformazione colloquiale (da una parola straniera a una suonata «romana») è uno dei motivi per cui oggi il supplì è percepito come simbolo profondamente capitolino, nonostante la probabile radice francese.
In sintesi: il supplì si chiama così perché, aprendo la crocchetta, trovi la sorpresa del ripieno – un’idea francese adottata e trasformata dai romani nel corso dell’Ottocento.
TL;DR: Il nome «supplì» viene dall’italianizzazione del francese surprise /en surprise (“sorpresa”), usato per crocchette con ripieno nascosto, poi storpiato nel parlato romano in «supplì» tra Ottocento e Novecento.
Informazioni raccolte da fonti pubbliche disponibili online.