Il supplì è un piatto tipico romano e il suo nome deriva quasi certamente dal francese “surprise”.

Origine del supplì

  • Nasce come street food a Roma, tra fine XVIII e inizio XIX secolo, venduto da friggitori ambulanti durante fiere e feste.
  • È un “parente” delle crocchette francesi e delle preparazioni a base di riso diffuse nel Regno di Napoli e in Sicilia, poi arrivate a Roma anche con la presenza delle truppe napoleoniche.
  • Diventa un classico dei menù di trattoria nell’Ottocento, quando compare per la prima volta in carte romane come antipasto fritto di riso.

Da dove viene il nome “supplì”

  • L’ipotesi più accreditata è che “supplì” sia la storpiatura di surprise o dell’espressione francese en surprise , usata per indicare crocchette con ripieno “a sorpresa”.
  • Col tempo, nella pronuncia romana, surprise → “surprìsa” → “supprì” → “supplì”.
  • Il riferimento alla “sorpresa” è il cuore filante di mozzarella nascosto dentro la crocchetta di riso, che si scopre solo al morso.

“Supplì al telefono”

  • Il famoso nome “supplì al telefono” nasce perché, spezzandolo, il filo di mozzarella che unisce le due metà ricorda il filo del vecchio telefono.
  • Oggi è uno degli street food simbolo di Roma: riso (spesso al pomodoro), panatura croccante, fritto dorato e cuore di mozzarella filante.

In sintesi: il supplì deriva dalla tradizione romana di street food ottocentesca e il suo nome viene quasi sicuramente dal francese surprise , riferito alla “sorpresa” della mozzarella filante all’interno.

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