perché si dice martedì grasso

Si dice “martedì grasso” perché era l’ultimo giorno in cui, secondo la tradizione cristiana, ci si poteva concedere cibi ricchi e abbondanti – carne, grassi animali, dolci fritti – prima dell’inizio della Quaresima e quindi del periodo di digiuno e astinenza che comincia con il Mercoledì delle Ceneri.
Origine del nome
- “Grasso” indica l’abbondanza di cibo: soprattutto carne, strutto, fritture e dolci molto calorici consumati senza risparmio.
- È l’ultimo giorno di Carnevale, subito prima del Mercoledì delle Ceneri, quando inizia il periodo penitenziale di quaranta giorni che porta alla Pasqua.
- Proprio perché da quel giorno in poi erano richiesti sobrietà e rinunce, si faceva una sorta di “scorta di piacere” mangiando e festeggiando senza freni.
Un esempio tipico: famiglie che finivano tutto il burro, lo strutto e la carne rimasti in dispensa preparando frittelle, chiacchiere, torte e arrosti, così da non avere più “tentazioni” durante la Quaresima.
Legame con il Carnevale
- Il martedì grasso è il giorno che chiude il Carnevale e segna il passaggio dal clima di eccessi e maschere a quello più raccolto della Quaresima.
- Storicamente il Carnevale riprende anche antichi riti pagani di eccesso e rovesciamento delle regole sociali, poi “assorbiti” e riposizionati dalla Chiesa proprio prima del periodo di penitenza.
In molte città ancora oggi questo martedì è dedicato alle ultime sfilate, ai coriandoli e ai dolci tipici, proprio perché rappresenta l’ultima occasione ufficiale per “far festa” in grande.
TL;DR: si chiama martedì grasso perché, per tradizione, è l’ultimo giorno in cui ci si abbuffa di cibi “grassi” e si festeggia liberamente prima del digiuno e dell’astinenza quaresimale.
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