Il nome “Accademia della Crusca” deriva da una metafora legata alla farina : l’idea è quella di separare il “fior di farina” (la parte migliore) dalla crusca, cioè lo scarto, proprio come si vorrebbero selezionare le parole migliori della lingua italiana scartando quelle ritenute impure o meno adatte.

Origine del nome

Alla fine del Cinquecento un gruppo di letterati fiorentini si riuniva in incontri scherzosi chiamati “cruscate”, da cui nacque poi la denominazione ufficiale dell’Accademia.

Il termine “Crusca” richiama la crusca del grano, che viene eliminata durante la setacciatura per ottenere la farina più fine: la missione dell’Accademia viene così paragonata a un setaccio che ripulisce la lingua.

La metafora del setaccio

Nello stemma dell’Accademia compare infatti un grande setaccio (frullone) che rappresenta il lavoro di “vagliatura” delle parole.

Il motto petrarchesco associato, “Il più bel fior ne coglie”, rafforza l’idea di scegliere solo ciò che è migliore all’interno del patrimonio linguistico.

Simboli e nomi degli accademici

Fin dalle origini i membri dell’Accademia assumevano soprannomi legati alla lavorazione del grano e del pane, come “Infarinato”, “Gramolato”, “Impastato”.

Ogni accademico aveva anche una pala lignea con emblema e motto, a ribadire il gioco simbolico della farina, della crusca e della selezione accurata della lingua.